giovedì 1 agosto 2013

O: Berlusconi, la sentenza

Quindi, alla fine è stato condannato.
Purtroppo è stato condannato da una magistratura autoreferenziale, indiscutibile, irreprensibile, e pertanto ben poco autorevole.
Mi ricorda la legge del capo:
1- il capo ha ragione,
2- il capo ha sempre ragione,
3- nel caso in cui il capo non avesse ragione, si vedano gli articoli 1 e 2,
...
Nel caso della nostra magistratura:
1- la magistratura ha ragione,
2- la magistratura ha sempre ragione,
3- nel caso in cui la magistratura non avesse ragione, comunque non ha alcuna responsabilità e non paga,
...
Pare strano che il giudizio, del tutto personale e non supportato da elementi di prova, di poche persone possa ribaltare il risultato elettorale ottenuto con il voto di parecchi milioni di Italiani.
Non ho mai votato per Berlusconi, in presenza di tanti motivi per preferire altri. Alla luce di quanto accaduto, alle prossime elezioni, voterò per lui, anche se questo significherà l'annullamento della scheda.
Spero di non essere l'unico...
Questa sentenza colpisce Berlusconi, la democrazia e tutti gli Italiani, non solo quelli che l'avevano votato in precedenza. La vicenda è molto più politica che legale o personale, lo vedremo prossimamente.

lunedì 27 maggio 2013

D: transessualità

Mentre in Francia si discute, anche animatamente, sulla nuova legge che permette il “matrimonio” tra individui dello stesso sesso, separando nettamente il concetto stesso di matrimonio civile da quello religioso (per le religioni Cristiane e probabilmente anche per tutte le altre il matrimonio tra omosessuali non è né giusto né sbagliato, semplicemente non esiste),
vorrei fare chiarezza su alcuni punti riguardanti la classificazione dei sessi, dopo aver sentito alcuni discorsi in merito tra conoscenti.
Si tratta di dati scientifici di assoluta certezza.
Visto che per qualcuno si tratta di verità scomode, questo tipo di divulgazione scientifica non è politically correct, quindi viene volutamente tralasciata dai mass-media di regime.
Vengo al dunque:
  1. Il sesso di una persona è determinato, in modo univoco, dai cromosomi.
  2. Il sesso di un individuo è una caratteristica che lo contraddistingue dal momento del suo concepimento.
  3. Tale caratteristica non è modificabile, in alcun modo, stando alle attuali conoscenze scientifiche, né si prevede che in un futuro più o meno lontano si possa trovare il modo di trasformare un maschio in femmina o viceversa.
Quindi, non sarebbe vero che si possono effettuare interventi chirurgici in tal senso?
Sicuramente questi interventi si fanno da parecchi anni, ma si tratta di chirurgia estetica, solitamente coadiuvata da trattamenti ormonali.
Un uomo che si fa operare per diventare fisicamente donna resta comunque un uomo, con i suoi cromosomi maschili, anche se si ritroverà privato di alcune prerogative maschili, e nello stesso tempo non potrà neppure acquisire quelle femminili, e non potrà mai procreare figli propri.
Nell’eventualità che la chirurgia arrivi a livelli più avanzati, e che diventi possibile impiantare i genitali femminili interni, le ovaie saranno comunque provenienti da donazione di organi. Quindi queste ovaie produrranno ovuli con il DNA della donatrice, non dell’individuo ricevente (i tessuti trapiantati conservano il DNA e tutte le carrateristiche originarie). Allo stato attuale, neanche i genitali femminili esterni sono pienamente replicabili su un uomo.
In maniera analoga, una donna non potrà mai diventare padre biologico.
Che piaccia o no, indipendentemente dai nostri gusti e dalla nostra personalità, inclinazione sessuale ecc., questa è la natura: il sesso non si cambia.
In alcuni Stati è possibile cambiare sesso anagraficamente: questo determina una situazione tale per cui il sesso anagrafico è di fatto un’indicazione astratta, totalmente slegata dal sesso biologico.

venerdì 18 gennaio 2013

O: anche i professori se ne sono accorti?


I dati economici degli ultimi mesi indicano che gli Italiani – in media – sono ben svegli o comunque sanno fare i conti nelle proprie tasche molto meglio dei professori che ci governano.
 
La riduzione dei consumi è abbastanza allineata alla riduzione della nostra capacità di spesa imposta dal governo e, caso strano secondo i professori e quindi non prevedibile, il PIL scende in maniera proporzionale.
I dati coincidono con le previsioni di chi, anziché studiare economia alla Bocconi, l’ha imparata al supermercato utilizzando le nozioni della scuola dell’obbligo.
Secondo tali previsioni, a meno di una rivoluzione, il PIL scenderà nel 2013 di altri 2.2~2.5 punti percentuali: il prossimo Dicembre vedremo chi ha previsto meglio. Per il 2014 prevedo un ulteriore -1.5%.
 
In altre parole, è realmente in atto un movimento di resistenza che ci sta permettendo di non lasciarci indebitare, come invece avrebbero voluto i banchieri strozzini.
Purtroppo le imprese ne fanno le spese (anche questo era ampiamente previsto), e l’aumento della disoccupazione è un indice palese. Anche i Cinesi se ne sono accorti, e stanno lasciando l’Italia per lidi migliori, inclusi Stati balcanici che fino a pochi anni fa consideravamo depressi.
 
Nonostante io veda ancora circolare per le strade troppe automobili nuove e di grossa cilindrata, un numero sempre maggiore di miei amici e conoscenti, prima di effettuare una spesa, chiede consiglio ai nonni che vissero la guerra. E’ sorprendente come si possano trovare risorse da ottimizzare, in modo da ridurre le spese con sacrifici minimi o anche nulli. Il bello è che questa riduzione di spesa, se realmente oculata (ad esempio seguendo i consigli degli altri post in questo blog), permette di liberarci gradualmente dalla schiavitù dell’effimero senza sacrificio.
Una volta liberi, se/quando le tasse verranno diminuite e gli stipendi cominceranno a riprendersi, dovremo semplicemente continuare la strada intrapresa – senza lasciarsi prendere dall’euforia dei decenni passati – per poter ottenere ampi margini di agiatezza.
 
Negli ultimi mesi i professori si sono pure accorti che l’Italia non è più in grado di attirare investimenti. Ora lo sa anche Visco:
 
"L'equilibrio dei conti pubblici che non esclude ricomposizioni nelle principali poste di bilancio, è la precondizione per la via del successo", ha affermato tra l'altro prima di essere interrotto Visco, secondo il quale "l'incertezza delle condizioni sui mercati finanziari, legata alle tensioni sui debiti sovrani, riduce la fiducia, disincentiva l'investimento e l'innovazione".
 
Sorvolando sulla brutta immagine che l’università di Firenze riflette per aver invitato Visco... secondo questo esperto, il disincentivo allo sviluppo e all’innovazione deriva dalla situazione dei mercati, non dalle tasse, dalla corruzione, dalle pastoie burocratiche, dai costi dell’energia elettrica e dei carburanti, dai mille balzelli e permessi assurdi richiesti per intraprendere qualsiasi attività, non dalla criminalizzazione dei ricchi e dei “padroni” tanto cara alle sinistre, né dalle infrastrutture obsolete.
Imprenditori, Carinzia (IRAP=0%) e Svizzera vi aspettano a braccia aperte: prima di fallire spostatevi dove il vostro lavoro viene apprezzato, valorizzato e incentivato. Perché offrire tanti sacrifici ad uno Stato che non ne è degno?
 
A proposito di Visco riporto una barzelletta illuminante pubblicata anni fa da un quotidiano nazionale:
Prodi e Visco al bar. Prodi esordisce: "Cosa prendiamo?" E Visco: "A chi?".
 

giovedì 15 novembre 2012

O: Viltà e disonore

Anche se importeranno a pochi, riporto le mie impressioni davanti a questa breve ma chiara sequenza fotografica:



che è stata pubblicata sul sito del Corriere della Sera qui.

Viltà: quella dell'individuo con il casco azzurro che agisce da vile bastardo (naturalmente si tratta della mia opinione, che ritengo assolutamente libera).
Disonore: quello gettato sulla divisa della Polizia da parte dello stesso.

Augurandomi che si tratti di un fotomontaggio o di una scena costruita e non di un fatto realmente accaduto oggi, esprimo comunque il mio sostegno a chi oggi ha manifestato contro la dittatura imperante nell'Europa premio Nobel per la Pace.

domenica 30 settembre 2012

O: 14 mesi di galera per un'opinione

14 mesi di galera per un'opinione espressa su un giornale: succede oggi (non nel Medio Evo) in Italia (come in Cina).

In questi giorni si parla dello scandalo Sallusti, condannato a 14 mesi di carcere come responsabile per un'opinione espressa da un altro giornalista sul giornale che dirigeva pochi anni fa.
Considero scandalosa la legge che punisce la pubblicazione di un'opinione e ripugnante chi vilmente approfitta di tale norma per denunciare un individuo che esercita un suo legittimo diritto.
Per questo motivo, e anche perché condividuo pienamente ogni parola di questo bellissimo articolo, lo ripropongo di seguito.

L'articolo è ancora di dominio pubblico: è sufficiente cercare con il maggiore motore di ricerca le parole: sallusti articolo dreyfus.

Una adolescente di Torino è stata costretta dai genitori a sottomettersi al potere di un ginecologo che, non sappiamo se con una pillola o con qualche attrezzo, le ha estirpato il figlio e l’ha buttato via.
Lei proprio non voleva. Si divincolava. Non sapeva rispondere alle lucide deduzioni di padre e madre sul suo futuro di donna rovinata. Lei non sentiva ragioni perché più forte era la ragione dei cuore infallibile di una madre.
Una storia comune. Una bambina, se a tredici anni sono ancora bambine, si era innamorata di un quindicenne. Quando ci si innamora, capita: e così qualcosa è accaduto dentro di lei. Lei che era una bambina capiva di aspettare un bambino. Da che mondo è mondo non si è trovata un’ altra formula: non attendeva un embrione o uno zigote, ma una creatura a cui si preparava a mettere i calzini, a darle il seno.
I genitori hanno pensato: «È immatura, si guasterà tutta la vita con un impiccio tra i piedi».
Hanno deciso che il bene della figlia fosse: aborto. In elettronica si dice: reset. Cancellare. Ripartíre da zero. Strappare in fretta quel grumo dal ventre della bimba prima che quell’Intruso frignasse, e magari osasse chiamarli, loro tanto giovani, nonna e nonno. Figuriamoci. Tutta ’sta fatica a portare avanti e indietro la pupa da casa a scuola e ritorno, in macchina con la coda, poi a danza, quindi in piscina. Ora che lei era indipendente, ecco che si sarebbero ritrovati un rompiballe urlante e la figlia con i pannolini per casa.
Il buon senso che circola oggi ha suggerito ai genitori: i figli devono essere liberi, vietato vietare. Dunque, divertitevi, amoreggiate. Noi non eccepiamo. Siamo moderni. Quell’altro che deve nascere però non era nei patti, quello è vietato, vietatissimo. Accettiamo che tutti facciano tutto, ma non che turbino la nostra noia.
Un magistrato allora ha ascoltato le parti in causa e ha applicato il diritto – il diritto! – decretando: aborto coattivo.
Salomone non uccise il bimbo, dinanzi a due che se lo contendevano; scelse la vita, ma dev’essere roba superata, da antico testamento. Ora la piccola madre (si resta madri anche se il figlio è morto) è ricoverata pazza in un ospedale.
Aveva gridato invano: «Se uccidete mio figlio, mi uccido anch’io». Hanno pensato che in fondo era sì sincera, ma poi avrebbero prevalso in lei i valori forti delle Maldive e della discoteca del sabato sera, cui l’avevano educata per emanciparla dai tabù retrogradi. Che vanno lavati con un bello shampoo di laicità. Se le fosse rimasto attaccato qualche residuo nocivo di sacralità, niente di male, ci vuole pazienza. E una vacanza caraibica l’avrebbe riconciliata dopo i disturbi sentimentali tipici dell’età evolutiva.
Non è stato così. La ragazzina voleva obbedire a qualcosa scritto nell’anima o – se non ci credete – in quel luogo del petto o del cervello da cui sentiamo venir su il nome del figlio. Ma no: non anima, né petto, né cervello. Le dava dei calci proprio nella sua pancia che le dava il vomîto. Una nausea odiosa, ma così rasserenante: più antica dell’effetto serra, qualcosa che sta alla fonte del nostro essere. Si sentiva mamma. Era una mamma. Niente. Kaput.
Per ordine di padre, madre, medico e giudice per una volta alleati e concordi. Stato e famiglia uniti nella lotta. Ci sono ferite che esigerebbero una cura che non c’è. Qui ora esagero. Ma prima domani di pentirmi, lo scrivo: se ci fosse la pena di morte, e se mai fosse applicabile in una circostanza, questo sarebbe il caso. Per i genitori, il ginecologo e il giudice. Quattro adulti contro due bambini. Uno assassinato, l’altro (l’altra, in realtà) costretto alla follia.
Si dice: nessuno tocchi Caino, ma Caino al confronto avevale sue ragioni di gelosia. Qui ci si erge a far fuori un piccolino e a straziare una ragazzina in nome della legge e del bene. Dopo aver messo in mostra meritoriamente questo scempio, il quotidiano torinese la Stampa che fa? Mette pacificamente in lizza due pareri. Sei per il Milan o l’Inter? Preferisci la carne o il pesce?
Non si riesce a credere che ci possano essere due partiti. Sì, perché in fondo la vera notizia è questa, e cioè che ci sia un’opinione ritenuta rispettabile e che accetti la violenza più empia che esista: il costringere una madre a veder uccidere il figlioletto davanti ai suoi occhi. Non c’è neanche bisogno del cristianesimo. Basta l’Eneide di Virgjlio, la saggezza classica. L’orrore è quando i greci assassinano davanti agli occhi di Priamo il figlio. Invece qui già ci sono due partiti. Quello pro e quello contro. È incredibile. Come se fosse possibile fare un bel dibattito sul genocidio: uno si esprime a favore, il secondo è perplesso. Ma che bella civiltà, piena di dubbi.
Come scriveva Giovanni Testori, più battiti e meno dibattiti. Specie quando il battito di un innocente è stato soffocato con l’alibi della libertà e della felicità di una che non sa che farsene, se il prezzo è l’aborto.
Questo racconto tenebroso è specchio dei poteri che ci dominano. Lasciamo perdere i genitori, che riescono ormai a pesare solo come ingranaggi inerti. Ma che la medicina e la magistratura siano complici ci lascia sgomenti.
Però a pensarci non è una cosa nuova. Nicola Adelfi propose, sempre sulla Stampa, l’aborto coattivo, in grado di eliminare i fastidiosi problemi di coscienza, pe rle donne di Seveso rimaste incinta al tempo della diossina (2 agosto 1976). Abbiamo udito qualcosa di simile a proposito di lager nazisti e di gulag comunisti. Ma che questo sia avvenuto in Italia e che abbia menti pronte a giustificarlo è orribile.

Non ho altro da aggiungere, a parte l'orgoglio di esprimere anch'io liberamente le mie opinioni.

lunedì 20 agosto 2012

O: "così fan tutti"

"Così fan tutti" è la frase che ci si sente spesso rispondere quando qualcuno viene colto in flagrante nella non osservanza delle più ovvie regole del vivere civile.
Dai guidatori (scarsi) che non usano gli indicatori di direzione ai politici scovati mentre rubano (Craxi, per indicare uno dei primi), da chi evade le tasse a chi butta i mozziconi di sigaretta per terra.
E' una vera schiavitù del costume, comportarsi conformemente alla massa, con una totale assuefazione perfino agli atteggiamenti più autolesionisti, come quelli di chi corre dietro ai vari status symbol inventati di giorno in giorno dall'industria dell'effimero.
Ed è soprattutto ridicolo che questa breve frase venga pronunciata da giovani, che magari si sentono liberi o vogliono mostrarsi emancipati, moderni, e invece... quindicenni che si dimostrano ultracinquantenni, fossilizzati nella gabbia degli usi e costumi (i peggiori) inventati dalla pubblicità oppure dettati dalla pigrizia, dall'indolenza o dall'opportunismo.
Eppure la coscienza e la responsabilità sono concetti esclusivamente individuali - non esiste una esponsabilità
collettiva. Anche in tutte le religioni il giudizio è singolo e personale, mai collettivo.
Una persona che si è macchiata di una grave colpa in un periodo passato (ad esempio un inquisitore che ha sottoposto a tortura una presunta strega o un eretico nel Medio Evo) quando certe cose erano comuni, non è meno responsabile di chi pratichi le medesime luride porcherie oggi.
Chi pronuncia questa frase dimostra scarsa intelligenza: è un servo del sistema, e rimane tale per propria scelta: non penso che ci siano scuse.
Chi invece sente pronunciare questa frase, non deve dimenticare quanto ho appena scritto riguardo alla persona che ha di fronte. Ormai siamo assuefatti e non ci facciamo più caso, ma la situazione è questa.
Chi veramente è libero procede per la sua strada verso il bene comune, lottando per superare gli ostacoli che i servi del potere gli piazzano davanti: se ne frega di cosa fanno tutti.

lunedì 13 agosto 2012

D: Intercettazioni, note di resistenza

Considero la privacy fondamentale, e il rispetto della privacy individuale uno dei compiti che lo Stato deve garantire ai propri cittadini... al contrario di quanto avviene ormai anche in Italia.
Quindi riporto qualche indicazione utile per poter contrastare questo allegro e incontrollato andazzo, che ha abbondantemente superato ogni livello di decenza.

La stampa, sia quella libera che quella controllata, ormai fornisce indicazioni realistiche sulla pervasività dei sistemi di intercettazione.
Si può discutere all'infinito sulla legalità o meno delle intercettazioni, sull'uso che se ne fa (in Italia è uno strumento politico grazie a magistrati probabilmente prezzolati nonché una delle principali materie prime per sub-giornalisti da gossip), sui soldi (nostri) che vengono spesi, ma il punto principale è che tutte le moderne tecnologie di trasmissione consentono di applicare tecniche di intercettazione impensabili solo 2 decenni fa. Che siano legali o no poco importa: le intercettazioni sono possibili e vengono effettuate continuamente, anche ai danni di chi scrive, e molto probabilmente di chi legge.

Nella mente di molte persone è ancora presente l'idea secondo cui l'intercettazione è semplicemente l'ascolto indiscreto di comunicazioni private altrui, alla ricerca di informazioni utili da carpire di nascosto.
Il concetto in effetti parte da qui, ma questo è solo l'inizio, quello che di fatto non mette così tanto a rischio la nostra privacy.

Intercettare oggi - a differenza di 20 anni fa - significa anche registrare le comunicazioni per successivi accessi, utilizzare sistemi automatici per ricercare parole chiave, per individuare il punto geografico di partenza dei dati, per assegnare ad ogni trasmissione anche il nome del mittente e del destinatario, e così via.
L'intercettazione avviene su tutte le comunicazioni, in particolare sulle comunicazioni dati, che oggi includono le comunicazioni voce attraverso telefono (fisso, mobile, satellitare, voip, Skype e simili), internet, oltre a programmi di chat, radio digitali (incluse quelle amatoriali) ecc. Altre comunicazioni dati utili per ricavare informazioni includono le transazioni economiche (carte di credito, bancomat, telepass, addebiti telefonici).

Ebbene, come accennato sopra, pochi decenni fa non era possibile ricavare tanti dati attraverso intercattazioni sulle telecomunicazioni, e anche le tecnologie per intercettazioni ambientali (microspie, ascolto a distanza ecc.) erano molto sottosviluppate rispetto a oggi.
Oltretutto, le tecniche di intercettazione di vent'anni fa non sono praticamente più usate da nessuno.

Il sequestro di Yara Gambirasio è un chiaro esempio. Riporto alcuni dati ricavati solo dalla lettura dei quotidiani, quindi a disposizione di tutti gli investigatori:
- una persona ha sentito delle grida femminili provenire dall'interno di un forgone bianco di passaggio in zona all'ora della sparizione;
- un radioamatore ha intercettato la trasmissione da un CB posizionato su un veicolo, e ha potuto sentire solo il seguente messaggio: "l'ho presa, adesso la porto lì".
- Non risulta che durante le indagini sia stata fatta una ricerca sulle licenze CB concesse a proprietari di furgoni bianchi, né che siano stati cercati i furgoni bianchi dotati di antenna CB... eppure non dovrebbero essercene tanti, quindi... non lo trovate interessante?


A parte facili supposizioni sul fatto a cui ho accennato, che non voglio approfondire per evitare di essere arrestato, questa è la prova che una trasmissione CB, puramente analogica, che potrebbe essere ascoltata da chiunque, ai fini dell'intercettazione nella realtà odierna ha le seguento caratteristiche:
  • per intercettarla bisogna essere sintonizzati sulla stessa frequenza, o casualmente o attraverso un grandissimo numero di apparati (e personale) costantemente al lavoro,
  • è intercettabile solo nella zona di trasmissione, comunque entro pochi chilometri,
  • non passa attraverso ripetitori o altre centrali che potrebbero effettuare registrazioni,
  • non porta alcun dato identificativo sull'apparecchio trasmittente o sul proprietario,
  • la geolocalizzazione è molto difficile, richiede una triangolazione di almeno due radiogoniometri, ed è praticamente impossibile quando il trasmettitore si muove,
  • se il ricevente non parla a sua volta, non è in alcun modo individuabile,
  • è facile dotare trasmittente e ricevente di scrambler vocali, che rendono la comunicazione difficilmente intellegibile da parte di estranei.
In altre parole, se volete comunicare liberamente a voce con qualcuno distante pochi chilometri da voi potete usare tranquillamente dei vecchi walky-talkie sulla gamma CB dei 27MHz (evitate i più moderni sistemi UHF). Se avete qualche apparecchio di questo tipo ma non siete certi della sua sicurezza inviatemi pure lo schema elettrico con le sigle dei componenti attivi, oppure una foto ad alta risoluzione della scheda all'interno, e vi fornirò la risposta. Ovviamente gratis, così come potete accedere gratis a questo blog. Apparecchi costruiti prima del 1980 sono da ritenersi sicuri.

In alternativa vanno bene anche ricetrasmettitori analogici che lavorino in altre zone delle onde corte (HF/KW, 3MHz-30MHz) o sulle cortissime (VHF, 30MHz-300MHz), ancora meglio se in banda laterale unica (SSB): sono un po' più professionali e ampliano decisamente il raggio d'azione. Per ottenere una sicurezza totale potete usare un sistema CW e inventarvi un codice morse personale: con pochi Watt e una buona antenna arrivate agli antipodi.

Per le comunicazioni e-mail sicure, usate Tor (esclusivamente con il suo browser) e tormail.org.
Se vi risulta troppo difficile, usate una mail normale (qualunque indirizzo o  mail-provider utilizziate, siete rintracciabili) ma nascondete il contenuto del messaggio inserendolo come allegato compresso e criptato, ottenuto con qualsiasi programma di compressione (zip, rar ecc.) usando una password sicura.
Una password sicura per i sistemi informatici odierni è formata da almeno 9 caratteri, tra cui simboli e numeri, che non formino parole di senso compiuto in alcuna lingua - neppure con errori di ortografia (esistono dizionari completi di sigle, abbreviazioni e parole composte o con errori, utilizzabili per forzare in breve tempo qualsiasi password che risulti presente in essi).
Sia per la creazione dell'account che per il suo utilizzo, è preferibile usare sempre un proxy anonimo, tipo Relakks (50€ all'anno) o simili, evitando il collegamento diretto con il conseguente tracciamento dell'IP.

giovedì 10 maggio 2012

O: Vivisezione

Dopo aver scritto un certo numero di lezioni di sopravvivenza finanziaria, e vedendo che comunque l'Italiano medio non si pone assolutamente il problema ma continua a dormire sugli allori, cambio argomento.

Su richiesta di diversi amici e colleghi, che conoscono le mie opinioni basate sulla mia passata esperienza di ricercatore in campo clinico, anche a seguito di una campagna di sensibilizzazione pro-vivisezione da poco lanciata in tutta Europa, espongo molto brevemente le mie considerazioni.
Mi limito a considerazioni tecniche: non voglio mischiarle con questioni etiche, religiose o altro, che lascio alla libera coscienza del lettore.

Farmaci:
L'utilizzo di animali (o semplicemente di tessuti animali) per sperimentare l'efficacia o scongiurare la pericolosità di un nuovo farmaco non solo non è utile, ma è anche dannoso.
In termini molto semplici:
Un farmaco che "funziona" su animali (risultati positivi e effetti collaterali accettabili) potrebbe non funzionare sull'uomo (pessimi risultati e/o presenza di effetti collaterali deleteri).
Allo stesso modo, un farmaco che non funziona sugli animali potrebbe invece essere molto efficace sull'uomo.
Nel primo caso il risultato positivo ottenuto con la vivisezione non è rilevante: è comunque necessaria la sperimentazione sull'uomo.
Nel secondo caso è comunque necessario procedere con la sperimentazione sull'uomo, altrimenti si corre il rischio di escludere dalla ricerca un farmaco utile, e anche di buttare al vento mesi/anni di ricerca su modelli teorici esatti: ciò comporterebbe un passo indietro nella ricerca. Quindi, anche in questo caso la vivisezione non è utile.
Ogni specie animale ha caratteristiche proprie, con differenziazioni che generalmente vanno ben oltre le nostre conoscenze (quindi non si può prevedere con esattezza cosa comportino in situazioni non fisiologiche).
Ad esempio, il metabolismo di un topo è molto veloce rispetto a quello umano: almeno in questo senso un topo è più simile ad un nostro tumore. Mi stupirei se un farmaco capace di guarire un topo fosse in grado di far bene ad un uomo.
Inoltre la sperimentazione animale viene condotta su casi creati artificialmente, diversi da quelli di interesse per la nostra salute. Attraverso radiazioni e sostanze cancerogene è possibile sviluppare un tumore in una cavia. Ma tale tumore è diverso da quello che si sviluppa in un uomo, generalmente per cause ignote (eziologia sconosciuta, nel linguaggio medico), forse con il contributo di predisposizioni genetiche, traumi, condizioni ambientali ben diverse da quelle del laboratorio etc. Quindi perché mai un'eventuale terapia in grado di guarire la cavia dovrebbe funzionare su un uomo? Si ricordi che qualsiasi patologia, anche la più semplice, necessita di cure diverse a seconda della causa scatenante. Un principio di annegamento richiede trattamenti opposti a seconda che sia avvenuto in acqua dolce o di mare, un'ustione avrà esiti ben diversi a seconda che sia dovuta a corrente elettrica, caldo, freddo, sostanze caustiche o acide... e un tumore?
Sono convinto che la ricerca sul cancro potrà realmente partire solo dopo che ci saremo sbarazzati definitivamente della vivisezione (e della chemioterapia, ma questo è un altro discorso).

Tecniche diagnostiche e tecniche chirurgiche:
Fatte le dovute considerazioni sulle differenze tra specie e specie, ritengo che l'utilizzo di animali possa rendersi utile nella sperimentazione di nuove tecniche. Animali possono essere eventualmente utilizzati qualora la ripetizione della tecnica (ad esempio nello sviluppo di nuovi metodi di elaborazione di immagini radiografiche, di nuovi strumenti per endoscopia etc. etc.) si renda dannosa se effettuata su esseri umani.
Anche il protocollo da utilizzare deve essere comparabile con quello che si utilizzerebbe su un essere umano (esami preliminari, anestesia, controllo del decorso ecc.).
Questo non significa comunque che l'uso di animali sia indispensabile.

Prove tossicologiche per prodotti chimici, cosmetici, detergenti ecc.:
Tali prove, se condotte su animali, sono assolutamente inutili e talvolta fuorvianti, al pari di quelle sui farmaci.
Sul web sono disponibili gli elenchi di prodotti per la casa, cosmetici, saponi e dentifrici non testati su animali, che quindi sono preparati da ditte spesso caratterizzate da un maggiore livello di qualità. Ad esempio potete consultare questo e questo (si apriranno in una nuova finestra).

Didattica:
L'uso di animali durante lezioni di anatomia in scuole e università o per prove dimostrative, considerando che l'esito è scontato, costituisce una gratuità crudeltà che gli studenti dovrebbero rifiutarsi di accettare. Evitando di seguire tali dimostrazioni daranno prova di una serietà decisamente superiore a quella dei docenti (che dovrebbero invece venir segnalati).
Durante i miei studi ho accettato di assistere esclusivamente ad operazioni chirurgiche su esseri umani ed esami autoptici su cadaveri, oltre a praticare prove in vitro su organi umani espiantati. Rifiutare lezioni (e anche il solo uso di letteratura scientifica) preparate con l'impego di animali in realtà non mi ha mai danneggiato.

venerdì 13 aprile 2012

O: Manuale di sopravvivenza finanziaria - lezione 6

La cosa principale di cui l'Italiano medio dovrebbe rendersi conto (ma in media non lo fa ancora) è che, per motivi che non mi spiego ma che vengono ben descritti ad esempio in questo blog, siamo entrati in una situazione finanziaria in cui lo Stato non svolge più le sue funzioni di protezione sociale, e ogni individuo deve occuparsi della propria sopravvivenza finanziaria senza guardare in faccia nessuno.
Monti ha già sulla coscienza circa 25 suicidi: se continuiamo a non agire... questi 25 saranno solo un piccolo anticipo.

La lezione di oggi dovrebbe riguardare un po' tutti. Molti punti sono già noti alla maggioranza dei lettori, ma ho inserito qualche aggiunta e spunti di riflessione che ritengo utili.
Si basano anche sulla mia passata esperienza lavorativa di riparatore di elettrodomestici.

Elettrodomestici

Un corretto uso degli elettrodomestici porta ad un sensibile risparmio di energia e ad una maggiore durata.
Qui NON si consiglia di sostituire elettrodomestici funzionanti con altri in "Classe A" o idiozie simili, anzi: è molto probabile che il costo di un apparecchio nuovo non possa mai essere compensato dal risparmio di energia. Finché un elettrodomestico continua a funzionare, tenetelo.
La mia macchina da caffè espresso è del 1982, e la lavatrice del 1978: entrambe perfette e utilizzate quotidianamente.

Frigorifero:
Il compressore ha un consumo limitato, ma talvolta resta in funzione per lungo tempo, contribuendo sensibilmente al consumo di energia elettrica. Un uso scorretto può aumentare il consumo anche di 10 volte!
  • Cercate di ridurre il numero di aperture e il tempo impiegato per prelevare e riporre gli alimenti.
  • Assicuratevi che la guarnizione sia in buono stato, senza muffe e senza tagli. Oltre i 10 anni di età può essere utile ungerla leggermente con olio di vaselina. La chiusura deve essere completa e a tenuta. Se il frigorifero è ad incasso, l'unico modo per esserne certi è controllare che non si formi ghiaccio all'interno.
  • La resistenza meccanica all'apertura, quando lo sportello è chiuso, è dovuta a bande magnetiche contenute nella guarnizione: il frigorifero non va in depressione a causa della minore temperatura (come ho sentito dire da qualche incompetente). Quindi questa resistenza non è prova di una buona tenuta.
  • Procedere allo sbrinamento se si forma brina all'interno oltre i 5 millimetri di spessore: in frigoriferi non autosbrinanti e senza perdite, questo dovrebbe rendersi necessario circa una volta all'anno. La brina fa da isolante, costringendo il compressore a funzionare per tempi molto più prolungati.
  • Appena la brina si è sciolta, riaccendete subito il frigorifero e asciugate l'interno. Infatti le serpentine dei modelli di oggi sono di scarsissima qualità e non sopportano ampie variazioni di temperatura. Non usate attrezzi meccanici o acqua bollente per facilitare il distacco: se avete fretta aiutatevi con un asciugacapelli (facendo attenzione a non bagnarlo).
  • Non inserite nel frigorifero alimenti appena cotti e ancora caldi: lasciate che si raffreddino all'aperto.
  • Quando fa molto caldo e non potete più sopportarlo non tenete il frigo aperto sperando che vi raffreddi la cucina come un condizionatore: non lo fa (anzi, la potrebbe riscaldare ulteriormente).
Lavatrice:
Mediamente consuma circa il 40% dell'energia elettrica di una famiglia, quindi va tenuta in grande considerazione. Il consumo è in buona parte dovuto alla fase di riscaldamento dell'acqua.
  • Se pagate l'energia con una tariffa bioraria, usate la lavatrice esclusivamente durante la fascia meno costosa. Questo vale anche per l'eventuale lavastoviglie. Se i vicini si lamentano del rumore di notte, dite loro di fare la stessa cosa (o di farvi loro il bucato, negli orari più graditi, e a loro spese).
  • Ottimizzate il carico: se il modello permette di ridurre la quantità di acqua per i carichi incompleti, considerate che metà acqua richiede più o meno metà energia per essere portata alla temperatura desiderata.
  • Regolate la temperatura al minimo indispensabile, facendo qualche prova (la qualità del lavaggio non deve peggiorare). In generale per biancheria molto sporca in cotone 60-70°C sono più che sufficienti, 90°C non servono, e determinano un consumo di energia circa doppio. Le macchie più difficili dovrebbero essere trattate prima di utilizzare la lavatrice.
  • Se il motore della lavatrice dell'eventuale seconda casa, dopo un anno di inutilizzo, non ha intenzione di funzionare, e magari vedete del fumo bianco e puzzolente uscire dal retro del cassone, non credete al tecnico che vi consiglia di sostituirla: basta cambiare il condensatore. Il costo del ricambio si aggira attorno ai 10€ e la lavatrice ritorna nuova.
Illuminazione:
E' forse il capitolo più pubblicizzato, anche se contribuisce in minima parte alla spesa media. In effetti è parzialmente una questione di business.
  • Dove possibile utilizzate lampadine a basso consumo: quelle al neon consumano circa un terzo di quelle a filamento (alogene o classiche), quelle a LED consumano un decimo. Le alogene sono poco più efficienti delle lampadine a filamento classiche... che non sono più in vendita.
  • Questo consiglio non ha valore "universale": va bene in particolare all'aperto (sempre) e in casa nei periodi caldi. Quando fa freddo invece, l'energia che una lampadina a filamento disperde in casa altro non è che calore, che contribuisce al bilancio termico totale: in pratica una lampadina a filamento da 100W è equivalente ad una lampada LED da 10W più una stufetta elettrica da 90W. D'inverno non buttate via soldi per cambiare tutte le vostre lampadine antiquate con modelli a bassa energia: aspettate pure che si brucino o che arrivi la primavera.
  • Lampadine e tubi al neon contengono vapori di mercurio e sali di fosforo: elementi molto pericolosi anche per semplice inalazione. Fate attenzione a non romperle, e nel caso allontanate i bambini, arieggiate bene il locale e rimuovete accuratamente ogni frammento. Le luci al neon sono tutt'altro che ecologiche.
Altro:
Aspirapolvere, ferro da stiro, frullatore, TV, stereo, computer, caricabatterie vari... quando servono si può fare ben poco per ridurne il consumo. Cercate solo di non dimenticare accesi apparecchi non utilizzati e dormite sonni tranquilli.

mercoledì 11 aprile 2012

O: Manuale di sopravvivenza finanziaria - lezione 5

Si ricorda che tra circa 6 mesi l'IVA verrà aumentata del 2%.

Questo implica un incremento dell'inflazione reale del 2% circa rispetto al valore già presente.
I lavoratori dipendenti, gli statali e i pensionati non riceveranno alcun adeguamento in busta paga, né si parlerà di tale aumento nelle contrattazioni sindacali, nei dibattiti in TV, sui giornali... cercheranno di far calare il silenzio totale: così è stato con il precedente aumento voluto dal governo Berlusconi... pensate che con il governo Monti qualcuno oserà protestare? E al limite, se qualche cittadino "immaturo" dovesse proprio farlo, gli verrà risposto che si tratta di uno scatto automatico della manovra precedente: è colpa di Berlusconi.

Quindi preparatevi a tagliare gli acquisti di un ulteriore 2%.
Per una famiglia media che spende 1000€ al mese, significa togliere dal carrello della spesa bisettimanale prodotti per circa 10€, ogni volta: vedrete che non è poco. 5€ se siete ridotti a fare la spesa tutte le settimane.

*
Prodotti cinesi

Includo tutti i prodotti "Made in China" o "Made in P.R.C.", indipendentemente dalla marca, che può essere anche europea o americana.
Il prezzo dei prodotti cinesi è relativamente basso, a volte incredibilmente basso, per varie ragioni:

- spese di ricerca e sviluppo ridotte al minimo (si tratta spesso di progetti copiati, o forniti dai marchi esteri che fanno produzione in Cina),
- manodopera sfruttata e scarsamente pagata (alcuni prodotti vengono assemblati nei campi di concentramento, quindi gratis),
- materie prime di scarsa qualità,
- costo di energia elettrica e infrastrutture ridotto,
- scarso peso fiscale in loco, e assenza di dazi doganali per l'importazione in Europa,
- costi per adeguamento a normative di sicurezza, ecologia ecc. praticamente nulli, dato che la sensibilità cinese in materia non è certamente ai massimi livelli.

In pratica si tratta di una competizione assolutamente impari verso i prodotti occidentali, ma comunque attuata in maniera tale da non contrstare le norme commerciali internazionali.

L'idea di boicottare prodotti cinesi è impraticabile, ma anche poco efficace.
Bisogna invece utilizzare il nostro potere di scelta in maniera più focalizzata, sfruttando la miopia cinese a nostro vantaggio laddove possibile.

1
Beni con marchio europeo, americano o italiano (includendo vestiario, elettrodomestici, automobili): evitateli quando non siano prodotti e assemblati nei Paesi del marchio originale. Molte marche, anche italiane, producono in Cina con costi (e qualità) cinesi e vendono in Italia a prezzi italiani: lasciate tutta questa roba sugli scaffali e comprate invece l'equivalente descritto aò punto 3: otterrete un notevole risparmio a pari qualità - inclusa l'assistenza post-vendita (*).
2
Prodotti tecnologici (televisori, computer, hi-fi, cellulari ecc.): arriva praticamente tutto dalla Cina o quasi, indipendentemente dal marchio. Che appaia un logo importante o no, la qualità del materiale e dell'assemblaggio è comunque molto simile. Se aggiungiamo il problema dato da riparazioni costose o impossibili (Apple ha commercializzato telefonini in cui non si poteva neppure cambiare la batteria) diventa importante spendere il meno possibile attraverso l'acquisto di sottomarche (provengono dai medesimi stabilimenti) e possibilmente evitando i modelli più recenti (meno testati, e che diverranno comunque obsoleti in pochi mesi). Così non appena il prodotto non funziona più lo si butta via senza troppi rimpianti.
3
Sottomarche cinesi: vanno tenute in considerazione per tutti i prodotti di durata limitata, quando non vale la pena di spendere decine di Euro per qualcosa che in pochi anni diventerebbe comunque obsoleto. In Internet si trova di tutto a prezzi bassissimi, sia su siti di e-commerce generico (eBay e simili), sia su siti specializzati e molto affidabili, ma ancora poco noti in Italia (ad esempio Chinavasion). Al contrario, i negozi al dettaglio europei non si sono ancora attrezzati per lo smercio di questo materiale: viene applicato un ricarico tale da
annullare i vantaggi. Fanno eccezione alcuni grossisti e catene commerciali cinesi. In Italia da qualche tempo è presente Hao-Mai, una catena molto conveniente per casalinghi, elettrodomestici, giocattoli e altro materiale senza pretese.
4
Materiale importato illegalmente: viene venduto liberamente da venditori abusivi, nei mercatini, e più raramente da venditori regolari (assieme a materiale legale). Si tratta solitamente di oggetti venduti allo stesso prezzo di quelli al punto precedente, della stessa tipologia, ma senza alcuna garanzia (materiali, tossicità,
sicurezza, durata). Si tratta di pura spazzatura, se la acquistate significa che nonostante la crisi avete soldi da buttare.

Nota (*): esperienza personale su un oscilloscopio (strumento per laboratorio) di una nota marca americana, ma appartenente ad una linea di prodotto assemblata in Cina. Costo: circa 4000€. La batteria si è esaurita dopo un solo anno di funzionamento. La sostituzione (circa 600€) non è stata coperta dalla garanzia, in quanto la linea "economica" assemblata in Cina non viene neppure gestita dalla casa madre ma da una sussidiaria che non è in grado di soddisfare gli stessi criteri di qualità.


Arrivederci alla prossima lezione.

martedì 10 aprile 2012

O: Manuale di sopravvivenza finanziaria - lezione 4

O: si tratta di opinioni. L'osservanza dei suggerimenti di seguito descritti può danneggiare economicamente importanti marchi, ma comunque esprimere libere opinioni è un diritto al quale non rinuncio.

Utile, Inutile, Necessario, Superfluo

Aggettivi semplici: anche i bambini di seconda elementare sono in grado di dare una definizione abbastanza corretta del loro significato.
Ma quanti, anche tra gli adulti, sono realmente in grado di associare questi aggettivi agli oggetti che vedono in vetrina, nelle pubblicità, utilizzati da altri ecc. e di agire, o meglio di non agire di conseguenza?
Di fatto il sistema ci porta a fare associazioni pilotate a suo piacere, in modo da renderci dei burattini al suo servizio. Ci fa apparire necessari oggetti invece superflui, e utili oggetti che invece non lo sono così tanto da giustificarne l'acquisto.
Basta fare un giro in città per rendersi conto che si tratta realmente di concetti ormai dimenticati: quasi nessuno ci fa più caso.

E così si vedono SUV e altri mezzi irrazionali (come gli Hummer, quei gipponi cinesi che occupano 2 posti quando si parcheggiano) su strade cittadine asfaltate, cagnolini portati a spasso con il guinzaglio di pelle abbinato alle scarpe e alla borsetta della padroncina, gruppi di ragazzi praticamente in uniforme, con lo stesso tipo di giubbotto in piumino o di scarponi semi-anfibi anche d'estate, persone che sfoggiano l'ultimo modello di smartphone di marca per controllare la posta elettronica anche mentre pranzano... l'elenco potrebbe continuare per pagine.

A cosa pensavano queste persone quando hanno acquistato rispettivamente il SUV, il guinzaglio, il giubbotto, lo smartphone con il giusto marchio (ce ne sono di equivalenti senza marchio, ad un quinto del prezzo)?
In genere pensavano a come sarebbero state considerate da parte di altri individui, per il fatto che loro possedessero o non possedessero quell'oggetto. Utile, inutile, necessario, superfluo? No, pare che questa domanda non le sfiorasse neppure.
Infatti, secondo diversi studi di psicologia, le persone di questo tipo acquistano oggetti in grado di fornire loro l'identificazione con un gruppo di riferimento.
Si tratterebbe quindi di menti molto malleabili e manovrabili, non in grado di riconoscere un'identità propria, uno status, se non possono prima identificarsi con un gruppo.
Per tale identificazione è quindi NECESSARIO acquistare lo status-symbol di riferimento.

Il più bello, a comprovare quanto questo tipo di manipolazione mentale ci sovrasti, lo si vede nell'analizzare le qualità dei gruppi presi come riferimento.
Non voglio dilungarmi troppo: rileggete quest'articolo dall'inizio, per ciascuno degli esempi identificate il gruppo di riferimento, e quindi... cercate i lati umanamente positivi di tali gruppi, i motivi per i quali identificarsi con essi ci porterebbe a vivere meglio. Ne vale la pena?

Una persona libera, non condizionata da TV, mass media e altre fonti di spazzatura culturale, invece farebbe automaticamente la seguente analisi:
  1. Se un oggetto è uno status-symbol, a me non serve: ho già il mio status e non devo dimostrare nulla a nessuno.
  2. Nel caso invece dovesse risultare necessario per l'appartenenza ad un determinato gruppo di persone, significa che anche quel gruppo di persone è superfluo.
  3. Se risultasse necessario farne parte per poter portare avanti qualche attività, significa che si tratta di un'attività superflua per l'umanità (e quindi anche per l'individuo): devo cambiare strada, oppure... sono un individuo superfluo.
Rifiutare gli status-symbol non significa essere snob o sfigati. Al contrario, è una questione di libertà e sviluppo individuale, il dare un significato alla propria esistenza.
Accettare uno status-symbol significa appiattirsi passivamente di fronte ad un sistema di sfruttamento di massa, una sorta di allevamento per polli.

Quindi, riassumendo:
  • Rifiutate di acquistare qualsiasi oggetto che rappresenti uno status-symbol, si tratti di un'automobile, di un paio di occhiali o di un semplice accendino (se non siete in grado di farlo potete anche smettere di leggere il resto di questo blog: non è per voi). Il fatto che si tratti di uno status-symbol deve immediatamente far suonare un'allarme nella vostra mente.
  • Prima di qualunque acquisto catalogate l'oggetto, e poi decidete. Utile: può semplificare un aspetto importante della mia vita, ma prima devo pesare attentamente il rapporto costo/benefici; Inutile: potrebbe anche semplificare un'attività, che però non è rilevante per me; Necessario: non posso farne a meno per la mia esistenza personale, per portare avanti la mia attività; Superfluo: posso farne a meno senza enormi sacrifici quotidiani.
Rifiutare gli status-symbol significa evitare spese inutili e superflue che altrimenti peserebbero per migliaia di Euro all'anno.
E adesso che anche Pasqua è passata, andate pure al supermercato a comprare le colombe al giusto prezzo: non fate fare sacrifici inutili ai vostri figli.
Arrivederci alla prossima lezione

venerdì 6 aprile 2012

O: Manuale di sopravvivenza finanziaria - lezione 3

O: opinione. Come già dichiarato nell'introduzione, si tratta di libere opinioni, quindi non perseguibili legalmente secondo il diritto internazionale. Inoltre tali opinioni non incitano a comportamenti illegali.

Lezione 3:


Carburanti

La benzina è uno dei principali capitoli di spesa del cittadino italiano medio.
Considerato che la qualità e i prezzi dei mezzi pubblici sono tali da rendere sempre più appetibile l'utilizzo dell'auto (basta essere in 2 perché il prezzo di treni e autobus prevalga rispetto a quello del carburante), il consumo di carburante deve essere tenuto in grande considerazione.
Il consumo di un'auto è piuttosto variabile, dipende da vari fattori. Con un po' di flessibilità e senza particolari sacrifici è possibile ridurre i consumi in modo sensibile.

Questi sono i punti principali:
  • Un motore in ordine, in particolare se diesel, consuma meno di un motore in pessimo stato. Lo dicono anche le pubblicità, ma valutando il numero di auto diesel che fumano come ciminiere, si direbbe che molti preferiscano consumare il 20% in più che spendere i 200 euro di un tagliando.
  • Lo stato e soprattutto la pressione delle gomme sono importanti: gomme sgonfie, ruote sbilanciate, cerchioni ovalizzati e convergenza sballata aumentano notevolmente i consumi, oltre a diminuire la sicurezza.
  • L'aerodinamica è importante in particolare sopra i 50-60 km/h: evitate i finestrini abbassati, portapacchi e portasci sul tetto se non necessari, alettoni e altri abbellimenti voluminosi se non originali. In autostrada potete sfruttare la scia di camion e pullman, procedendo dietro di essi alla minima distanza di sicurezza (cfr punto successivo).
  • Un'utilitaria di media cilindrata ha un consumo minimo in autostrada viaggiando a circa 85~90 km/h costanti. Se non avete fretta e potete concedervi di impiegare il 30% in più del tempo, rispetto alla velocità di crociera di 130 km/h, questo vi permette di risparmiare tra il 15% e il 30% a seconda del modello. Cercate di non addormentarvi (questa pratica in effetti è relativamente pericolosa, ma legale) e non preoccupatevi dei camion in difficoltà nel cercare di superarvi, del caos che create né di eventuali tamponamenti che non vi coinvolgano direttamente. Potete anche spostate lo specchietto retrovisore in modo da non vedere cosa succede dietro di voi.
Alcuni guidatori prediligono la velocità, in particolare oltrepassando i limiti. In Italia invece dovrebbero provare il brivido del rispetto dei limiti di velocità, ma proprio di tutti i limiti: inclusi quelli assurdi di 20 km/h in vista di lavori in corso, di 60 km/h già chilometri prima di una barriera autostradale, di 40 km/h sulle rampe di accesso di autostrade e superstrade ecc. Io lo faccio da quando sono stati introdotti i punti della patente: è più emozionante che correre a 200 km/h in una strada di campagna. E, nonostante i problemi arrecati, i punti ci sono ancora tutti.
In aggiunta considerate che l'inquinamento prodotto è proporzionale al consumo: consumando meno, inquinerete meno.
Purtroppo in molti comuni sorgono come funghi ostacoli artificiali sulla sede stradale: dossi grandi e piccoli, talvolta simili a rampe di lancio, magari intervallati da tombini mal posizionati e non in piano. Queste opere costringono i mezzi a rallentare e accelerare a più riprese, facendo aumentare tanto i consumi quanto l'inquinamento.
Penso che ciò accada in particolare in comuni che evidentemente navigano nell'oro grazie a prelievi Irpef e balzelli vari (Agrate Brianza e Concorezzo ad esempio, dovrebbero essere in pianura ma ci sono innumerevoli tratti in pendenza) in totale spregio dei fattori ambientali e di sicurezza stradale.
Sempre al fine di ridurre i consumi, ma anche per limitare gli sprechi di denaro pubblico e sensibilizzare le amministrazioni verso l'ecologia, i cittadini di comuni con questi problemi dovrebbero sapere cosa fare durante le prossime elezioni.

Buona Pasqua a tutti.

lunedì 2 aprile 2012

O: Manuale di sopravvivenza finanziaria - lezione 2

O: Manuale di sopravvivenza finanziaria - Lezione 2

Alla fine degli anni '90 una forte crisi finanziaria colpì l'Asia.
Furono colpite in particolare le "tigri asiatiche", partendo da Tailandia e Malesia.
Oggi di quella crisi non è rimasta che la cicatrice: qualcuno ricorda come avvenne il recupero?
Probabilmente no... dato che in Europa nessuno l'ha mai voluto spiegare.

Però in quel periodo lavoravo in Malesia, e posso delucidarvi senza censure. Non sono esperto in economia, quindi riporto i punti principali senza commentarli o giudicarli: l'unica cosa che conosco (come tutti) è il risultato finale.
In Malesia venne fatta una pesante manovra economica, che impegnò tutto il governo federale per parecchio tempo: credo che furono necessarie almeno 2 settimane di lavori.
Era necessario innanzitutto sostenere l'economia nazionale: "più soldi girano, più l'economia può crescere". Per far girare i soldi, ci vuole disponibilità da parte della popolazione a spendere. Quindi si agì immediatamente per scongiurare un'eventuale recessione, nel modo seguente:
  • Prezzi calmierati per i prodotti alimentari di produzione nazionale di prima necessità: i prezzi di riso e olio di palma vennero fissati per legge, così come i valori minimi di produzione, in modo da garantire sia disponibilità che costi sostenibili.
  • Azzeramento dell'IVA per l'acquisto di auto... solo per quelle di produzione nazionale: le Proton (la Proton è quella ditta automobilistica che ha assorbito la Lotus). Questo era valido sia per le utilitarie (le varie versioni del modello Wira) che per i nuovi modelli di fascia alta.
  • Sovvenzioni per il turismo, con riduzione delle imposte per tutti i pacchetti turistici... solo all'interno del territorio nazionale.
  • L'IVA non venne aumentata in nessun caso: rimase al 5%, valore considerato già piuttosto alto. Questo infatti è un valore di riferimento negli Stati asiatici, dall'Iran a Taiwan: talvolta raggiunge il 7%, altre volte è inferiore (a Singapore era del 3%).
  • La valuta nazionale venne svincolata dal dollaro di Singapore per dare più libertà di svalutazione (anche se la svalutazione toccò in particolare il Baht tailandese, non il Ringgit malese).

Il nostro governo al contrario sta attuando manovre puramente e dichiaratamente recessive, indicando che dobbiamo spendere di meno.
L'aumento dell'IVA è un chiaro esempio.
Infatti, tale aumento non porterà ad un incremento delle entrate per lo Stato, perché abbondantemente compensato dai cali negli acquisti. L'obiettivo non è aumentare gli introiti, ma far girare meno soldi (a meno che non siano dei perfetti dementi).
Quindi, seguiamo le indicazioni del governo e riduciamo gli acquisti.
Dobbiamo però farlo in maniera oculata, in modo da non ridurci allo stato di pezzenti.
*
Automobili:
I nostri padri erano abituati ad acquistare modelli via via più lussuosi, visto che di anno in anno il reddito aumentava.
Mio padre andava al lavoro in bicicletta (40 km al giorno), poi ha comprato una Lambretta scassata, quindi una 500, poi è arrivato il Maggiolino Volkswagen, seguito da un favoloso Maggiolone, un'Audi 80, una A4...
Oggi dobbiamo renderci conto che la situazione si è invertita.
Se sono costretto rottamare un'auto acquistata 10 anni fa con 15000 Euro, adesso devo cercar di spendere una cifra uguale o inferiore. Una spesa di 16000 Euro è difficilmente giustificabile.
Molti nuovi modelli sono imbottiti di optional spesso costosi e superflui: se ho potuto vivere benissimo e senza sacrificio senza di essi fino a ieri, perché adesso sembrano così necessari? Cerchiamo di non cadere nelle solite manovre di manipolazione mentale, che creano un'artificiosa dipendenza da oggetti che, soprattutto in un periodo come questo, risultano fuori dalla nostra portata oltreché inutili.
Oltre al prezzo valutate bene l'affidabilità, la durata, il costo dei ricambi e soprattutto il consumo di carburante.
Sembra strano per gli addetti, ma molto spesso gli acquirenti non si informano affatto sui prezzi di assistenza e ricambi, salvo poi lamentarsi quando un tagliando viene a costare 300 € o più (il costo di un tagliando... Ford, ad esempio, in assenza di problemi particolari, non raggiunge la metà).
La maggioranza degli acquirenti si rivolge sempre al solito concessionario "di fiducia", e cambia l'auto con un nuovo modello della medesima marca. Questo comportamento oggi non è più praticabile: bisogna essere disposti a valutare varie marche e, una volta deciso cosa acquistare, visitare parecchi concessionari. Nonostante la presenza di listini e direttive aziendali, potrete vedere differenze di prezzo tra i concessionari nell'ordine del 10%.
Se vi accontentate dell'auto in pronta consegna già disponibile nel salone, anche se non è del colore desiderato, il risparmio potrà essere superiore.
Questa libertà di scelta vi "costerà" qualche sacrificio e un po' di tempo, ma sarete abbondantemente ripagati.
*
Donazioni:
Le donazioni sono spesso la principale fonte di sostentamento di molte organizzazioni di assistenza e di volontariato.
In un periodo di crisi come questo soffrono per una netta diminuzione di introiti (con spese sempre crescenti).
Il mio consiglio qui NON è quello di tagliare le donazioni che eventualmente elargite (includendo il 5 per mille e l'8 per mille delle dichiarazioni dei redditi), ma di selezionare attentamente i destinatari di questi soldi.
Infatti esistono molte organizzazioni, tra l'altro si tratta delle più note, che già  ricevono sovvenzioni da enti statali, e magari spendono buona parte dei soldi per pagare personale stipendiato e per le solite non identificate "spese di gestione".
Al contrario altre organizzazioni sono ben più efficienti: operano solo con volontari (personale stipendiato nullo o quasi) e le donazioni vengono effettivamente utilizzate per gli scopi dichiarati, con risultati chiari e ben documentati.
Tra le prime ce ne sono tantissime... ricordate l'Operazione Arcobaleno, per sostenere la popolazione albanese alcuni anni fa? Pare che agli Albanesi non arrivò quasi nulla.
Tra le seconde vorrei segnalare in particolare le seguenti, che conosco bene e sicuramento utilizzano i fondi come i donatori vorrebbero:
  • Opera San Francesco, http://www.operasanfrancesco.it/, che fornisce vitto, vestiario e cure mediche ai poveri e senzatetto di Milano,
  • Comitato Maria Letizia Verga, http://www.comitatomarialetiziaverga.it/, che supporta progetti per la degenza ospedaliera di bambini affetti da leucemia e sostiene la ricerca scientifica (acquisto di materiale diagnostico ecc.) presso l'Ospedale di Monza,
  • Associazione per il Bambino in Ospedale, http://www.abio.org/, che fornisce assistenza ospedaliera ai bambini ricoverati nei reparti pediatrici e alle loro famiglie in tutta Italia.
Per chi ama gli animali segnalo la LAV, lega anti vivisezione, che è realmente attiva nella protezione degli animali.
Non mi fido invece delle associazioni che inviano soldi all'estero: per quanto ne so, la maggior parte del denaro viene intercettata e finisce nelle mani delle mafie locali. E in un periodo di crisi, ritengo che sia meglio mantenere il denaro entro i confini nazionali.
Arrivederci alla prossima lezione.

mercoledì 28 marzo 2012

O: Manuale di sopravvivenza finanziaria - lezione 1

O: opinione (anche se si tratta di istruzioni tecniche).

Il costo della vita sta aumentando sensibilmente, ma negli ultimi anni è mancato il relativo adeguamento degli stipendi, con un conseguente impoverimento generale.
L'inflazione ufficialmente trasmessa al pubblico attraverso i mezzi di informazione viene accuratamente manipolata, in modo da non considerare tutti i costi aggiuntivi dovuti alle nuove tasse, agli incrementi di quelle già esistenti, e agli aumenti tariffari (assicurazioni, sanzioni, multe, trasporti urbani e interurbani, nuove aree urbane con pedaggio, parcheggi a pagamento, ticket sanitari ecc.).

Si rende quindi sempre più necessario ridurre o meglio annullare tutte le spese superflue, e ottimizzare le uscite dovute invece all'acquisto di beni effettivamente necessari.

Di fatto questa situazione si verificò in Italia durante l'ultima guerra, oltre 60 anni fa, e quindi è rimasta nella memoria di pochi. Però proprio da questi veterani dobbiamo imparare innanzitutto a distinguere il necessario dal superfluo: le nuove generazioni non sono assolutamente abituate a farlo, e sarebbe bene cominciare ad aprire gli occhi per mettere in salvo qualcosa, prima che sia troppo tardi.

Oltre ai punti già descritti in "come farsi sentire -2", che ritengo fondamentali, aggiungo alcuni ulteriori elementi su cui lavorare quotidianamente.
Invito anche i lettori ad aggiungere suggerimenti e consigli.

Mentre Monti mette in sesto i conti dello Stato, senza assolutamente toccare gli sprechi (numero dei parlamentari, province ecc.), noi dobbiamo mettere in sesto i nostri conti.

Quindi, partiamo dalla lezione 1...

Riscaldamento domestico.

Quella che segue è una nota tecnica riservata a chi abita in condomìni con caldaia centralizzata e contatore di consumo, con impianto irradiante a termosifoni (non a pavimento). Questi sistemi sono diventati molto alla moda negli ultimi 5 anni.

In teoria, per un corretto conteggio del consumo, bisogna moltiplicare il flusso di acqua per la differenza di temperatura tra l'acqua in ingresso e quella in uscita: solo in questo modo il conteggio delle calorie impiegate viene effettuato correttamente. Quindi servirebbero 2 sonde di temperatura e un contatore di flusso per ogni appartamento.
In realtà invece, in tutti gli impianti che ho visto, è presente il solo contatore di flusso (metri cubi d'acqua).
La tariffa da corrispondere quindi viene calcolata semplicemente in maniera proporzionale alla suddivisione dei metri cubi d'acqua tra i vari condomini.
Si tratta di un conteggio del tutto arbitrario, soggetto a diversi tipi di manipolazione, che possono far risparmiare considerevolmente.

La sostituzione dei caloriferi con altri, di superficie maggiorata, è una pratica tecnicamente valida (consente di riscaldare l'appartamento in minor tempo) ma scorretta e spesso vietata dal regolamento condominiale.

Il sistema consigliato di seguito è molto più semplice, legale, e con un po' di pazienza permette di risparmiare (a seconda dell'impianto, e di quanto è sovradimensionato) indicativamente dal 10% al 40%, a pari temperatura ambientale.

E' sufficiente regolare il rubinetto di ciascun calorifero in modo tale da avere, durante il funzionamento, una differenza di temperatura di circa 5-6 gradi tra la parte alta del calorifero e la parte bassa, meglio se misurata dalla parte opposta rispetto al tubo di uscita (che è sempre in basso).
In pratica si deve percepire una differenza di temperatura, pur mantenendo relativamente calda anche la parte bassa. Se invece la parte alta e la parte bassa sono circa alla stessa temperatura, sta passando una quantità d'acqua superiore a quella che vi serve effettivamente (ed è l'acqua che pagate inutilmente).

Con un po' di tentativi, in meno di una giornata, si può ottimizzare il flusso d'acqua di tutti i caloriferi.

Consiglio di partire con tutti i rubinetti quasi chiusi (~10% di portata), e procedere aprendo il rubinetto fino al punto in cui la parte bassa del calorifero si scalda a sufficienza, partendo dal calorifero più vicino all'albero di distribuzione e procedendo, calorifero per calorifero, verso il più lontano.
Per appartamenti su più livelli (con mansarda, soppalco ecc.) partite dal più basso.
NB: tutti i caloriferi devono essere ben spurgati dall'aria prima di iniziare il lavoro.

Se l'impianto è abbastanza sovradimensionato, vedrete che sarà possibile raggiungere la situazione cercata già con i rubinetti semichiusi: avrete quasi la stessa dissipazione di calore (lo stesso potere calorifico, e quindi la stessa temperatura in casa a pari tempo di funzionamento) con molta meno acqua. E quindi con molta meno spesa.
Tutto legale, regolare, senza nessuna spesa né intervento di tecnici esterni... nessuno può dirvi nulla.

Attenzione: non installate quei costosi rubinetti con termostato integrato che vendono nei centri per il fai-da-te: non servono a nulla e costano un sacco di soldi, oltre a rendere poco pratico il sistema descritto sopra.
Se li avete già, potete comunque mettere in pratica questo sistema agendo (solitamente è richiesto l'uso di una chiave a brugola) sulla valvola del tubo di uscita anziche sul rubinetto d'entrata.

Arrivederci alla prossima puntata.

mercoledì 4 gennaio 2012

O: gravidanza e aborto

O: opinione.

Motivo: ho voluto inserire alcune riflessioni personali sul post precedente, che invece conteneva unicamente dati scientifici liberi da qualsiasi zavorra ideologica, religiosa, culturale ecc.
  1. "Interruzione di gravidanza" è la versione politically correct del termine "aborto". Trattandosi comunque di aborto, continuerò ad utilizzare questo termine.
  2. L'aborto è una terapia, rivolta alla madre, unicamente nei casi in cui la gravidanza è una patologia in sé oppure un'aggravante per una preesistente patologia della madre. Quindi non si dovrebbe parlare di "aborto terapeutico" quando è volto a terminare una condizione patologica del feto (ad esempio una patologia genetica), non della madre. In questo caso non è terapia ma eutanasia: non si vuol far nascere un essere che potrebbe trascorrere una vita di sofferenze, e magari non si vuole che la famiglia si carichi di un simile peso
  3. Quest'ultima di fatto è una scusa, almeno in Italia, dove non c'è l'obbligo di riconoscere un bambino come figlio (lo si può abbandonare in ospedale, e i servizi sociali se ne fanno carico).
  4. Una madre è tale dal momento del concepimento, avendo sostanzialmente in sè il proprio figlio.
  5. E' perlomeno curioso sentir dire che solo i Cattolici sono contrari all'aborto, perché sostengono che la vita della persona inizia con il concepimento: infatti questo è ciò che dice la scienza. I Cattolici si limitano a sostenere che l'embrione e il feto, come esseri umani viventi, hanno già un'anima immortale. Ritengo che, prima di parlare, tante persone dovrebbero andare a studiare. Non tanto, basta veramente poco per arrivare a concetti così basilari.
  6. Se un genitore considera un figlio come un diritto, quindi qualcosa che si fa (si produce, si crea autonomamente) a proprio piacimento e quando lo si desidera, è naturale volerlo perfetto, aderente a propri concetti di bellezza e felicità, e magari poter sciegliere il sesso e selezionare altri particolari fisici. Avendolo fatto, è pensabile poterlo distruggere (o poter distruggere gli embrioni che non soddisfano certi requisiti, come si fa ad esempio con la fivet). Questo è il concetto trasmesso dalla cultura, non solo attuale: nell'antichità i neonati deformi venivano soppressi, l'eugenetica ha avuto una fase di notorietà con il nazismo ecc. ecc. ma cosa significa questo? Forse che ci consideriamo animali d'allevamento, da riprodurre e selezionare come si fa con un prodotto industriale?
  7. Ci sono sistemi di diagnosi prenatale che vengono usati esclusivamente per determinare se permettere la continuazione della gravidanza o abortire, mentre negli ultimi anni si sono sviluppate tecniche mediche e chirurgiche in grado di curare ed eventualmente guarire patologie fetali: questo dovrebbe essere l'unico scopo permesso dalla sanità per tali accertamenti.
  8. Alcuni sistemi di diagnosi prenatale sono estremamente pericolosi per il feto, e contemporaneamente limitati e fallaci (l'amniocentesi causa 1 aborto ogni 200 casi, permette di diagnosticare 4 malattie genetiche su circa 15000 conosciute, con possibilità di risultati falsi-positivi e falsi-negativi). Accetteremmo di farci sottoporre ad un esame con una simile statistica di mortalità e affidabilità?
  9. Ultimamente è stata riportata la notizia secondo cui i nonni avrebbero convinto la figlia ad abortire un nipotino. Non per questioni terapeutiche, ma per questioni etniche (il padre del nipote sarebbe un ragazzo albanese) e di convenienza familiare o, come loro stessi hanno dichiarato, di "ragionevolezza". Evidentemente la legge italiana consente anche questo. Madre Teresa di Calcutta disse "...se una madre può uccidere il suo proprio figlio, non c'è più niente che impedisce a me di uccidere te, e a te di uccidere me". Questa storia dei nonni va ben oltre una visione così pessimistica, pare uscita da un film horror a sfondo satanico.
Ciao a tutti,
Roberto

sabato 31 dicembre 2011

O: per farsi sentire -2: bond argentini

O: si tratta di opinioni, come tali non perseguibili dalla legge. Se a qualcuno danno fastidio, sono esclusivamente fatti suoi: a me non interessa.

Motivo di questo post: l'acquisto di obbligazioni emesse dall'Argentina, al termine del triste periodo di dittatura, è stato una delle prime forme di investimento etico. Attraverso l'acquisto di obbligazioni si poteva aiutare quella nazione concedendo in pratica un prestito finanziario, e nello stesso tempo si poteva sperare di ottenere in cambio un buon interesse (anche se soggetto ad un certo rischio).
Nessuno però avvisava gli investitori che il rischio non riguardava solo l'interesse, ma l'intero capitale investito.
Quanto accaduto è noto:
- il governo argentino ha incamerato (in altri termini: rubato) l'intero capitale,
- il governo italiano non ha fatto nulla per recuperare i soldi rubati,
- le banche in generale non hanno effettuato rimborsi.

In questo post voglio suggerire un modo per farsi valere (a parte l'ovvia partecipazione al contenzioso legale attraverso la TFA).
Lo stiamo già attuando in molti, ma ritengo che sia doveroso partecipare per tutti gl Italiani, non solo per chi ha subito un furto dal governo ladro argentino.

Come indicato nel post precedente, per farsi sentire l'unica linea consiste nel determinare un danno reale, finanziario e di immagine.

Quindi:
  1. Non sottoscrivere alcun investimento di carattere etico, se non protetto da precise clausole di garanzia. Con i bond argentini si è visto chiaramente che lo Stato italiano è del tutto latitante in caso di problemi, quindi è necessario provvedere in anticipo alle dovute tutele (o rinunciare all'investimento etico quando questa tutela non fosse disponibile).
  2. Evitare sistematicamente tutti i prodotti argentini: visto che lo Stato italiano non ha mai bloccato le importazioni, come dovuto, è nostro compito morale provvedere di persona, ognuno nel suo piccolo.
La libera scelta di non acquistare prodotti argentini si può attuare molto facilmente e quasi quotidianamente, dato che importiamo ancora moltissima merce, quindi le occasioni non mancano. Ecco un elenco di prodotti da evitare:
  • Vino: perché prenderlo dall'Argentina, quando possiamo comprare ottimi vini cileni, australiani ecc. ecc, per non parlare dei nostri? Da qualche anno sono disponibili, anche nei discount, buoni vini argentini a prezzi relativamente bassi. Invito a lasciarli sulli scaffali, anche se super-scontati.
  • Frutta: fate attenzione alla provenienza della frutta nei supermercati, in particolare frutta secca e agrumi (clementine ecc.): spesso si trovano prodotti argentini anche qui.
  • Carne bovina: è il prodotto principale. Ve la trovate servita in macelleria, nei ristoranti, nelle mense aziendali... controllate sempre, rifiutatela e scegliete tagli di diversa provenienza. Evitate sempre i ristoranti argentini, o che pubblicizzano il fatto di importare carne dall'Argentina. Evitateli in particolare quando qualche amico o parente vi invita a cena in uno di questi posti: in questo modo avrete anche l'occasione di rendere pubblico il vostro operato, e di far conoscere ad altri la situazione.
  • Soia: è uno dei principali prodotti esportati dall'Argentina, e qualcosa arriva anche qui. Chi acquista abitualmente alimenti a base di soia (germogli, latte, latte in polvere per neonati e simili) controlli l'etichetta per verificare la provenienza.
  • Turismo: circa il 7% del PIL argentino viene generato dal turismo. L'emisfero australe offre località stupende da visitare, non ha solo la Patagonia e la Terra del Fuoco. Scegliete le vostre mete turistiche in modo responsabile, quindi evitando di foraggiare ulteriormente uno Stato di questo genere.
Per concludere aggiungo il link ad un articolo del Sole 24 Ore: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-05-15/largentina-blocca-import-pasta-153300.shtml. Non ha bisogno di commenti da parte mia.

Ciao, e buon anno a tutti!

venerdì 30 dicembre 2011

O: per farsi sentire -1

O: opinioni personali su... come far sentire la propria voce in Italia
Motivo del post: è facile far rumore, ma non lo è altrettanto essere ascoltati. Però abbiamo delle buone armi a disposizione, e nessuno (o quasi) le usa, per ignoranza, disfattismo, pigrizia...

In questi mesi abbiamo sperimentato come una crisi, inventata dai poteri finanziari, alimentata dalle inefficienze della politica, aggravata dalla zavorra dei parassiti (evasori fiscali, personaggi politici con n incarichi ecc.) sia stata scaricata interamente, in termini di costi, sui cittadini.

Tra i cittadini sono stati volutamente scelti - come sempre - quelli già nelle mire dei poteri forti dello Stato. Quindi:
  • Sono state aumentate le imposte (1% in più di IVA, in pratica un ulteriore 1% di inflazione sulle spalle di chi già paga l'IVA su tutto), le accise sui carburanti (che producono un'ulteriore aggravio inflazionistico, vista la scelta tutta italiana di penalizzare i trasporti non su gomma), e sono state ridotte le pensioni (che prospettive hanno i giovani oggi?).
  • Non si è fatto nulla per ridurre i privilegi di casta.
  • I cittadini fino ad ora intoccabili (evasori, truffatori, falsi nullatenenti ecc.) restano tranquillamente tali.
Nel frattempo sono stati diffusi dati abilmente manipolati, in particolare dall'insediamento di un certo Monti al governo (che, mi piace ricordare, non è stato votato da nessuno).
Tra questi, strane notizie su aggravi per le spese della famiglia media italiana, quando si sa bene che la famiglia media italiana non può assolutamente permettersi spese aggiuntive: già arriva a fatica a fine mese.
A questo si aggiunge anche la visibilità madiatica data ad operazioni della Guardia di Finanza che invece sono routine quotidiana: un chiaro esempio di manipolazione della realtà, per dare la falsa impressione che il governo stia lavorando per noi.

Quindi?

Semplice: dato che il capofamiglia medio italiano sa fare i conti molto meglio di Monti e dei suoi abilissimi "tecnici", la famiglia media italiana non spenderà un solo euro in più, ma taglierà i consumi in modo da mantenere la spesa finale costante. Con buona pace per l'economia italiana, che verrà ulteriormente depressa.

Esempio: stavo per acquistare una nuova auto... ma è aumentata l'IVA (grazie caro leader Berlusconi). Qualche conto veloce: 1% di IVA = 200 Euro all'anno, più o meno. => Devo tagliare 200 Euro all'anno, 2000 Euro in 10 anni (che è la durata media di un'auto). Ma 2000 Euro è anche il costo annuo della macchina (considerando 20000 Euro il suo prezzo) quindi... ritardando l'acquisto della macchina di un anno recupero automaticamente tutto l'aumento dell'IVA per 10 anni.
Così ho rimandato di un anno.
Viste le statistiche delle vendite di auto in Italia, tanti altri hanno fanno dei conti simili.

Veniamo al punto, che è il titolo di questo post: come farsi sentire?

Per farsi sentire è indispensabile creare dei problemi.
Questo va fatto nei limiti legali e senza tirarsi la zappa sui piedi, ovviamente.
I problemi devono essere visibili e palesi.
Devono colpire, nella sostanza o nell'immagine, chi si è reso responsabile della situazione. In questo caso i nostri politicanti.

Un modo è già stato detto, nell'esempio qui sopra. Gli Italiani hanno tagliato (del 18% si dice) anche le spese legate al Natale: regali, pranzi ecc.: altro metodo, magari obbligato per molti, ma efficace.

In altre parole, è necessario operare una scelta oculata su:
- spese non necessarie, facilmente eliminabili,
- spese ottimizzabili attraverso una scelta oculata,
in particolare se questa scelta produce un risultato visibile.

Tra le spese non necessarie, da tagliare alla radice, io suggerirei:
  • Quotidiani, che tanto sono più o meno tutti allineati e controllati. E con internet sono superflui.
  • Settimanali, che raccolgono e diffondono solo spazzatura culturale.
  • Sigarette, visto che non fanno bene e buona parte del prezzo va allo Stato.
  • Giochi d'azzardo: ricordate che vince sempre il banco, che nel nostro caso è ancora lo Stato. In Economia l'azzardo viene anche detto "tassa sulla stupidità"... meditate...
  • Gratta e Vinci e simili, per quanto detto sopra, e perché è capitato che non abbiano pagato le vincite.
Tra le spese ottimizzabili ricordo:
  • La benzina: scegliete distributori con il minor prezzo, evitate accuratamente quelli sulle autostrade, se abitate a meno di 20km da Svizzera o Slovenia andate là... se non avete tempo trovate qualcuno che si presti ad andare con la vostra macchina oltre confine per fare il pieno (può essere un nuovo lavoro per giovani disoccupati o pensionati in miseria). Evitate anche i marchi che offrono punti fedeltà: a conti fatti vi prendono solo per i fondelli.
  • Supermercati: dove possibile, optare per i vari discount. Provate una volta, vi renderete conto subito della differenza, a pari qualità (se si sa scegliere cosa comprare e cosa no). Anche qui, evitate chi offre punti e sconti, a fronte di prezzi più alti.
  • Cinema: valutate il prezzo del biglietto. I multisala costano generalmente molto più dei cinema tradizionali, sono più caotici e affollati, e tante volte pure più lontani e scomodi da raggiungere. Inoltre sono fatti per indurre gli sprovveduti ad aggiungere spese superflue. Questo maggior prezzo non è giustificabile, dato che è ampiamente coperto dai maggiori introiti pubblicitari. E portatevi la bottiglietta d'acqua da casa! Se siete tanto pigri da non farlo, allora è giusto che paghiate 3 Euro quello che al supermercato costa pochi centesimi.
  • Pay-TV: Le offerte del gruppo di monopolio peggiorano, il servizio è indecente (non spediscono più neanche la programmazione mensile, per cambiare la formulazione dei "pacchetti" bisogna chiamare un numero telefonico a pagamento e poi attendere mesi, senza garanzie che se ne ricordino) e i prezzi aumentano continuamente. Per contro, abbiamo tanti nuovi canali gratuiti attraverso la rete digitale terrestre, e nuove offerte di pay-TV con costi più ridotti e a consumo. Inoltre ci sono programmi interessanti disponibili via internet. Valutate bene le vostre necessità prima di attivare o di rinnovare una simile spesa.
Questo era il post -1, prima o poi aggiungo il -2.
Ciaociao

D: cancellazione delle impronte digitali

D
Come cancellare o modificare le impronte digitali.
Questo è un esperimento, che chiunque può fare, senza gravi pericoli se si seguono attentamente le istruzioni e le precauzioni. L'ho sviluppato a seguito di un incidente domestico (questo in effetti è stato molto pericoloso) accadutomi circa 25 anni fa. Come conseguenza, ho ancora una zona di un polpastrello senza impronte digitali.
Motivo di questo post: 1 - è un metodo alternativo ai tatuaggi e al piercing per personalizzare il proprio corpo, ma con minori conseguenze e una notevolissima originalità. 2 - i controlli di identità stanno diventando sempre più invadenti, arrivando al tracciamento degli spostamenti, delle spese, delle abitudini, dei gusti ecc. La mia opnione è che chi delinque deve essere individuato al momento del reato e punito in maniera tale che né lui, né altri che abbiano compiuto il medesimo reato ma siano rimasti impuniti, possano mai più nemmeno pensare di compiere di nuovo lo stesso reato. Questo senza ledere le libertà (tra cui il diritto alla privacy) di chi rispetta le leggi.
Invito: divulgare questa libera informazione, in particolare attraverso sistemi peer-to-peer, in modo da rendere inefficaci eventuali tentativi di censura da parte di organi governativi e simili.

Preambolo tecnico:
  • Ci sono vari tipi di ustione, ognuno generalmente suddiviso in 3 gradi di gravità (secondo la profondità). La pericolosità dell'ustione però dipende non solo dal grado ma anche dalla superficie corporea ustionata.
  • Tra i tipi, sono note le ustioni da caldo, da freddo, da prodotti chimici, da corrente elettrica.
  • Le ustioni da corrente elettrica sono particolari principalmente per 2 ragioni: non causano dolore e lasciano cicatrici indelebili, anche se superficiali.
  • Il passaggio di corrente elettrica attraverso il corpo può essere pericoloso in molti casi, in altri non influisce, in altri ancora viene usato a scopo terapeutico (marconiterapia, ionoforesi ecc.). I parametri da considerare per prevedere gli effetti sono: durata, frequenza della corrente e intensità. Si noti che la tensione è un parametro secondario, non elencato.
  • Controindicazioni per chiunque abbia un elettromedicale impiantato (ad esempio un pace maker) e per donne gravide. Possibili complicazioni da valutare per cardiopatici.
Qui arrivo a 2 punti principali:
  • Chi si occupa di elettroforesi (affettuata con apparecchiature e modalità specifiche, che generano un passaggio di corrente elettrica continua, non oltre 10 milliAmpére, per durate nell'ordine delle decine di minuti) sa bene che, se la corrente è troppo alta rispetto all'area cutanea interessata, per tempi eccessivamente lunghi, si generano ustioni. Tali ustioni sono indolori, sia durante il trattamento (il paziente non si accorge che la cute si sta bruciando) che dopo. La guarigione è veloce (pochi giorni, senza terapie specifiche), ma rimane una cicatrice caratterizzata da una zona cutanea liscia e leggermente più chiara. Tale cicatrice è permanente. La sensibilità tattile non viene alterata.
  • Un'ustione da corrente elettrica (mentre riparavo un elettrodomestico, in assenza di salvavita) casualmente avvenuta su un polpastrello, come detto sopra, mi ha causato lo spianamento delle impronte digitali. Dopo 25 anni nulla è cambiato.
Quindi, unendo i 2 punti menzionati, direi che è possibile spianare in modo sicuro, indolore, definitivo l'impronta di un polpastrello nel modo seguente:
  • Procurarsi un apparecchio per elettroforesi. In Italia è possibile acquistarlo, da montare o già montato, attraverso Nuova Elettronica (http://www.nuovaelettronica.it/) senza spendere un capitale. E' alimentato a batteria, non ci sono assolutamente rischi di folgorazione. Oppure rivolgetevi ad un fisioterapista molto fidato, che sicuramente avrà l'apparecchiatura professionale. Osservare le precauzioni indicate, attenzione alle controindicazioni (tra cui quelle già menzionate sopra).
  • Appoggiare un polpastrello bagnato (uno solo per volta) su una qualunque delle 2 placche, e applicare l'altra placca su una superficie estesa, possibilmente sull'avambraccio, dallo stesso lato, meglio se depilato (ma non di recente), senza ferite, nei o altre imperfezioni. Placca bagnata e ben aderente. Nessun farmaco su nessuna delle 2 placche.
  • Accendere l'apparecchio e alzare la corrente fino a sentire una leggera sensazione di fastidio sul dito, comunque senza passare i 5 milliAmpére (2 o 3 dovrebbero bastare).
  • Attendere 5 minuti e vedere il risultato (spegnete l'apparecchio prima di sollevare il dito). Ripetere l'operazione se la cute del polpastrello non è ben arrossata. La cute dell'avambraccio non deve arrossarsi.
Se, anzichè spianare le impronte, volete sostituirle con un disegno, potete provare nel modo seguente:
  • Create il disegno voluto con un filo di rame, indicativamente da mezzo millimetro di diamtero, piegandolo con una pinzetta. Dovrebbe venire come una specie di piccolo marchio, piatto e sottile...
  • Mettete questo disegno tra il polpastrello e la placca, premendo in modo che la cute aderisca al disegno ma senza toccare direttamente la placca.
  • Tenete conto che la superficie cutanea interessata al passaggio di corrente è minore che nel caso spiegato in precedenza: usate un'intensità proporzionalmente ridotta.
Fatelo solo se siete ben sicuri, consapevoli, maggiorenni, e in ogni caso non mi assumo alcuna responsabilità.
Buon divertimento...

D: gravidanza e aborto

D: questo post contiene dati, non opinioni. Tra le opinioni - escluse dal testo che segue - annovero anche l'etica, la morale, la religione, la politica.
Feto di 15 settimane
Motivo di questo post: una trasmissione radiofonica ascoltata di recente, con interviste e interventi telefonici, relativa all'aborto. Al di là delle opinioni, mi ha stupito l'estrema ignoranza di molti (in particolare delle donne) in tema di gravidanza. Alcuni commenti indicavano chiaramente una conoscenza non solo parziale, ma anche distorta o totalmente errata della fisiologia fetale e dello sviluppo in generale.
Dato che conosco la materia, se non altro per averla studiata per 2 anni durante un lavoro di ricerca universitaria presso un ospedale di Milano, ho voluto elencare di seguito alcuni punti, semplici e fermi, sempre incontestabili.

Quindi, ecco di seguito qualche nozione di fisiologia. La trattazione non richiede particolari conoscenze preliminari, ed è rivolta a chiunque ne sia interessato, di qualsiasi età.
  • Lo sviluppo dell'essere umano è un "continuum" che parte dal concepimento e arriva alla morte. Durante questo ciclo non ci sono discontinuità.
  • La suddivisione in fasi standard (embrione, feto, neonato, bambino, adolescente...) ha un'utilità pratica ma non corrisponde a precisi passaggi fisiologici: ogni fase è stata definita in base a specifiche caratteristiche, ma il passaggio tra fase e fase non è caratterizzato da un punto di discontinuità.
  • La nascita, che determina il passaggio dalla fase fetale a quella neonatale, è un fattore esterno al corpo dell'essere umano nascente, tanto che può essere anticipato o posticipato artificialmente, senza conseguenze (entro certi limiti, comunque relativamente ampi rispetto alle 40 settimane della gravidanza a termine). La nascita produce una serie di cambiamenti repentini, in particolare una completa ridistribuzione del circolo sanguigno e l'espansione dei polmoni. Tutti questi cambiamenti sono una conseguenza del fattore esterno "nascita", che avviene di norma quando il corpo del feto ha raggiunto un livello di sviluppo tale da poterne far fronte.
  • Il punto precedente non indica un passaggio da un corpo non sviluppato ad uno sviluppato: il processo di sviluppo è sempre graduale. Da questo punto di vista, non c'è sostanziale differenza tra un feto, un mese prima della nascita, e un neonato, un mese dopo la nascita. Prima della nascita non respirava, ma solo perché l'ambiente a lui esterno non lo permetteva. Ne aveva comunque la capacità (alcune settimane prima della nascita il feto compie delle contrazioni del diaframma e dei muscoli toracici, in pratica una sorta di ginnastica respiratoria in preparazione al parto).
  • Dire che "un feto alla ventesima settimana non è ancora sviluppato" è corretto, ma lo è tanto quanto "un bambino di 6 mesi non è ancora sviluppato". Si consideri che lo scheletro completa lo sviluppo attorno ai 20 anni di età, così come l'apparato endocrino. L'apparato riproduttivo si completa verso i 16 anni. Un neonato non è dotato di una termoregolazione completamente autonoma, non vede distintamente per alcuni mesi, non ha coscienza di sè (al pari di un gatto, ad esempio) fino all'età di circa 3 anni. Al contrario, sente distintamente i suoni e può memorizzarli da prima della nascita. La sensibilità al dolore si sviluppa completamente attorno alla ventesima settimana di gravidanza, il tatto inizia a svilupparsi molto prima, facendo capo a strutture cerebrali "arcaiche". Perlomeno dalla trentesima settimana un feto sogna durante le fasi di sonno.
  • Da un punto di vista puramente fisiologico, non c'è differenza tra la soppressione di un neonato o di un feto, o di un adulto. La differenziazione avviene unicamente sul piano legale (dipende dai Paesi).
Detto questo aggiungo che (altri dati, provati e incontestabili):
  • E' errato comparare l'embrione ad un grumo cellulare appartenente alla madre, al pari di un ascesso o di un tumore (ho sentito personalmente questo paragone più di una volta, addirittura da parte di personale medico). Infatti l'embrione è caratterizzato, dal momento del concepimento, da un patrimonio genetico unico e personale. I suoi 46 cromosomi (23 derivanti dallo spermatozoo e 23 dall'ovulo) sono già presenti e definitivi. Tale patrimonio genetico resterà tale e inalterato durante tutto lo sviluppo, quindi caratterizza l'individuo per tutta la vita, dal concepimento alla morte.
  • Dal concepimento alla nascita (e oltre), madre e figlio restano 2 individui distinti e nettamente separati. Il figlio ha un proprio DNA, e svilupperà anche una circolazione sanguigna indipendente (tra madre e figlio si crea un passaggio per osmosi attraverso la placenta di ossigeno, anidride carbonica, sostanze nutritive e di scarto, ma non c'è scambio di sangue né di altro materiale cellulare).
  • Durante un aborto, a qualunque stadio venga effettuato e con qualunque metodica, non viene somministrata alcuna anestesia al feto. Tutte le metodiche abortive, meccaniche e chimiche, sono estremamente dolorose per un feto che abbia già sviluppato le strutture preposte alla sensazione del dolore.
Con questo spero di aver chiarito qualche punto importante e utile per poter discutere di aborto in modo libero da condizionamenti di parte, che siano religiosi, politici o altro, e per potersi difendere da chi cerca di diffondere informazioni false.

Ripeto l'avviso: è successo che medici abbiano dato informazioni false alle pazienti, come indicato qui sopra. Non posso sapere se si sia trattato di pura incompetenza, o di una scarsa professionalità pilotata da interessi personali, ma la cosa capita... quindi fate attenzione a quanto vi viene propinato.

Un qualunque testo universitario di embriologia potrà completare il quadro a chi volesse approfondire ulteriormente la materia. Sarò comunque disponibile per eventuali domande da parte dei lettori.

Buon anno a tutti!